La storia di un’infanzia difficile nella Beirut di oggi è al centro di Cafarnao, il nuovo film di Nadine Labaki sul grande schermo dall’11 aprile. Dopo aver incantato Cannes e aver conquistato il Premio della Giuria, il film continua a raccogliere critiche positive dalla stampa internazionale.

Il film della regista libanese racconta la storia di Zain, dodicenne che si ribella alla sua insostenibile condizione portando in tribunale i genitori, rei di averlo messo al mondo nonostante non fossero in grado di garantirgli una esistenza rispettosa. Un vero e proprio crimine.

Il cinema di Labaki è un’arma di pace

“Cafarnao è una fiaba e un’opera, un frullatore e un notiziario, un urlo di protesta e un inno di resistenza. Uno straziante e provocatorio sguardo sulla vita di un ragazzo a Beirut”, si legge sul New York Times, su cui il critico cinematografico A.O.Scott ha lodato Cafarnao inserendolo nella classifica dei dieci migliori film del 2018.

Candidato come Miglior film straniero agli Oscar, il lungometraggio è caratterizzato da una potenza e da un’intensità emozionale fuori dal comune. Le scene di Zain in giro per le strade di periferia di Beirut con il piccolo Yonas “sono eseguite e dirette in maniera meravigliosa”, afferma il Guardian, “Labaki è capace di richiamare alla memoria Il monello di Chaplin e Ladri di biciclette di De Sica. C’è passione e compassione, il film mostra il significato della povertà e della disperazione, e al contempo quello di amore e umanità”.

La Repubblica lo definisce “un film struggente, tenero ed emozionante”, che affronta il tema dell’infanzia negata “con intelligenza e cuore”, come sottolinea Variety.

Per le strade di Beirut con Zain

“Cafarnao è il terzo e il più ambizioso film di Labaki”, afferma il Telegraph, “Grazie alla sua agile ripresa con la camera a mano che sfreccia per i mercati e le baraccopoli, si ha la sensazione di essere proprio lì, per le strade con Zain”.

Capace di tirar fuori dai suoi giovani protagonisti delle interpretazioni eccezionali, la regista ha trasformato i bassifondi di Beirut in una sorta di “inesorabile e assolutamente memorabile disfunzione corale” sottolinea Vulture. Non c’è dubbio che Labaki sia una regista di “estrema empatia, con un particolare intuito nel catturare le dinamiche tra bambini”.

Gran parte del successo del film va all’interpretazione del giovanissimo Zain al-Rafeea “un eroe dickensiano” lo definisce il New York Times, “una presenza sorprendente e indimenticabile. Il suo volto espressivo e imbronciato è la nostra guida attraverso il caos della vita di Zain”.

Una vita fatta di caos e miracoli: Cafarnao arriva al cinema dall’11 aprile.